LA STORIA / Claudiu e quel sogno raggiunto rincorrendo un pallone

Poche volte lo abbiamo visto senza il suo pallone da calcio. Lo portava con sé in ogni occasione e, appena possibile, accarezzava il cuoio con il tocco delicato e deciso dei piedi. E quella palla rimbalzava a lungo senza mai toccare il suolo. Un po’ come si fa con i sogni, gli occhi fissi sull’obiettivo per il timore che, in qualche attimo di distrazione, possano scappare via.

Claudiu sognava di essere un calciatore. Un desiderio che lo ha accompagnato fin da quando, giovanissimo, ha scelto di lasciare il suo Paese, la Romania, per ricongiungersi a suo padre che era già emigrato in Italia.

Un cammino, il suo, caratterizzato da numerosi ostacoli. Come spesso accade per coloro che scelgono di lasciare la propria terra e affrontare “il viaggio della vita”, Claudiu ha avuto bisogno di una mano tesa che sapesse riconoscere i suoi bisogni e lo aiutasse a spiccare il volo.

Il debutto in serie D: un sogno che si avvera

Claudiu Prisaciuc è stato accolto in Caritas qualche anno fa, quando ancora non aveva raggiunto la maggiore età. Gli operatori e i volontari che tengono viva la casa di accoglienza “Gratis Accepistis”, si sono presi cura di lui, della sua storie e dei suoi desideri.

La Caritas lo ha sostenuto in ogni passo cercando di costruire con lui le condizioni perché potesse, un giorno, camminare da solo.
Così, la scuola, lo studio, la rete di relazioni sincere e poi il calcio. Claudiu ha trovato in queste dimensioni la sua quotidianità e le occasioni per diventare un persona matura.

Un traguardo importante per un ragazzo che, arrivato in un nuovo contesto, ha dovuto lottare contro l’emarginazione e la povertà che troppo spesso caratterizzano chi sceglie di trasferirsi in un nuovo Paese, alla ricerca di un futuro migliore.

Oggi Claudiu ce l’ha fatta. Ha realizzato il suo sogno di diventare un calciatore. Con la maglia del Real Agro Aversa ha debuttato nel campionato di Serie D e può certamente sognare di raggiungere traguardi ancor più ambiziosi.

La Caritas di Aversa, dove si coltivano i sogni

Nell’immaginario collettivo, la Caritas è solo un luogo dove, chi vive nel bisogno può ottenere cibo e beni di prima necessità. Non è solo così. Ad Aversa la Caritas continua a sporcarsi le mani con le storie e le vite di coloro che chiedono aiuto. Uno stile che si respira in ogni spazio della struttura e nelle attività che vengono proposte.

La certezza è che dietro le storie travagliate delle persone che incontriamo ci sia sempre un seme di bellezza pronto a fiorire“. Ad affermarlo è don Carmine Schiavone, direttore della struttura diocesana. “Quando accogliamo un nuovo ospite attiviamo un processo di riabilitazione e crescita che possa consentire a ciascuno, un giorno, di condurre in autonomia la propria esistenza”, continua don Carmine. “Un percorso che è certamente più lungo e faticoso della semplice consegna di un pacco alimentare o di un’offerta in denaro, ma non possiamo consentire che le persone che incrociamo sul nostro cammino vadano via restando uguali a quando le abbiamo accolte. Crediamo che la Caritas debba offrire un contributo alla crescita e allo sviluppo della persona, qualunque sia la sua condizione di partenza“.

E la storia di Claudiu è l’emblema di questo processo. Un cammino disseminato di difficoltà, ma caratterizzato anche da piccoli successi. E la gioia per questa bella storia traspare anche dalle parole di Davide Griffo, responsabile dell’area ludico-ricreativa della Caritas, il quale ricorda le tappe che hanno caratterizzato la vita di Claudiu e condivide la gioia per questo traguardo raggiunto. “Quella di Claudiu è una bella storia di determinazione e riscatto. Lo abbiamo sostenuto fin dai primi passi in Caritas. Con lui abbiamo vissuto l’emozione e l’entusiasmo dei primi provini e oggi, insieme, facciamo festa per questo obiettivo che si è concretizzato. Auguriamo a Claudiu un percorso ricco e costellato di successi“.

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