Area Immigrazione

"Ero straniero e mi avete accolto"

Ogni accoglienza è una sfida, ogni incontro è ricchezza. La sfida consiste nell’imparare a coniugare insieme quei verbi tanto cari a Papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.

L’attività degli operatori dell’area immigrazione, si muove sempre nel panorama della relazione. L’integrazione sociale delle persone migranti che abitano il nostro territorio passa, infatti. attraverso l’esperienza dell’incontro: solo se ti conosco posso prendere in carico i tuoi bisogni; solo se ti chiamo per nome riesco ad accompagnarti nei diversi momenti dello sviluppo personale e sociale.

La certezza è che “l’essere migranti” sia una condizione che non caratterizza tutta la vita di una persona, ma si tratta di una condizione di contesto, limitata nel tempo. Tra gli obiettivi della Caritas, attraverso le attività dell’area immigrazione, allora, vi è quello di permettere agli stranieri che si rivolgono ai nostri servizi, di passare dall’essere migranti al sentirsi cittadini, dal vivere come ospiti, al considerare, profondamente, questa terra come casa.

Sportello immigrazione

Lo sportello per immigrati della Caritas di Aversa, in media, annualmente, eroga servizi a circa 1.500 immigrati.

Lo sportello è attivo da circa una decennio e rappresenta un servizio necessario mediante il quale gli utenti possono ottenere servizi di mediazione sociale.

I bisogni che maggiormente emergono sono legati ai servizi di accoglienza e di assistenza, oltre alla presa in carico globale della persona in difficoltà per rispondere alla domanda di sicurezza sociale. Il servizio aiuta le persone straniere e le loro famiglie, ad ottenere il godimento dei diritti civili e si impegna a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono il loro pieno inserimento nel territorio della Diocesi di Aversa.

Contatti :
Roger Adjicoude
Piazza Mazzini
81031 Aversa
Tel. 0815045923
caritasaversa@libero.it

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I progetti dell'area immigrazione

Apri è un’iniziativa nazionale finalizzata a creare migliori condizioni di integrazione per i migranti rafforzando il loro percorso di autonomia e sensibilizzando le comunità all’accoglienza del prossimo. Con il progetto APRI si vuole assegnare centralità alla comunità intesa come sistema di relazioni in grado di supportare il processo di inclusione sociale e lavorativa delle persone. APRI è rivolto a persone già presenti sul territorio italiano che vivono in condizione di bisogno e vulnerabilità a cui le Caritas diocesane potranno proporre una forma di accoglienza alternativa proprio grazie a una pluralità di attori coinvolti: famiglie (tutor), operatori della Caritas diocesana, comunità e parrocchie che potranno sperimentarsi nell’accoglienza di persone provenienti da contesti e culture differenti perchè… l’accoglienza fa bene a chi la fa e a chi la riceve! (inmigration.caritas.it)

Il problema dello sfruttamento lavorativo è un fenomeno diffuso in diversi territori del paese. L’obiettivo del Progetto Presidio di Caritas Italiana è strutturare un presidio permanente in cui la presenza di operatori specializzati e volontari possa assicurare ai lavoratori impiegati nel settore  agricolo e in evidente condizione di sfruttamento, un luogo di ascolto, di orientamento e di tutela rispetto alla loro situazione giuridica, sanitaria e lavorativa. 

Gli operatori di Presidio operano anche attraverso mezzi mobili per raggiungere gli accampamenti dove si trovano lavoratori sfruttati e in condizione di segregazione. Progetto Presidio è attualmente presente in 18 Caritas diocesane distribuite in tutta Italia ed in particolare nelle regioni del Sud.(inmigration.caritas.it)

I Corridoi Umanitari assicurano a migliaia di rifugiati e persone con esigenze specifiche un canale sicuro per ricevere protezione e la possibilità di ricostruirsi un futuro migliore in Italia”.

I Corridoi Umanitari rappresentano una via sicura per le persone costrette a fuggire da guerre e persecuzioni, una delle poche alternative ai pericolosi viaggi in mare. 

Da febbraio 2016 a oggi sono arrivati oltre 2.000 rifugiati e persone vulnerabili in Italia in base a quattro accordi distinti, firmati da quattro realtà religiose insieme al Ministero dell’Interno e al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

(caritas.it)

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